domenica 31 maggio 2015

I demoni delle campagne #2: recensione.

Titolo: I demoni delle campagne. Tre storie dell'orrore.
Autore: Martino Savorani
Casa Editrice: Epika Edizioni
Pagine: 142
Prezzo: 14.90€
Data di uscita: 2015
Dove acquistarlo: Amazon ebook - InMondadori

Tre racconti dell'orrore nati nelle campagne e nelle montagne di una Romagna notturna e misteriosa: grotte, casolari, capanni in cui il male si muove a proprio agio, favorito dalla notte e dall'atmosfera idilliaca. Gli abitanti di questi luoghi, ancora legati ad antichi riti, credenze e tradizioni, fronteggiano una presenza malvagia che assume le sembianze di un morto vivente, un vampiro e un'oscura entità, in una lotta in cui in ballo c'è la loro vita e quella delle persone che amano.


RECENSIONE.
"La scelta di non credere al diavolo non ti 
proteggerà da lui."

Tre storie. Tre racconti dell'orrore ambientati nelle campagne dell'Emilia Romagna. Ebbene sì, non siamo solo piadina e Sangiovese, c'è molto altro in questa terra; ci sono cose che fanno accapponare la pelle e ti fanno drizzare i peli sulle braccia.
Martino Savorani lo sa bene, è nato in queste terre ed è riuscito a sfruttare la tradizione, il silenzio delle campagne e l'inquietudine che spesso questi paesaggi possono far nascere, soprattutto di notte. 
Il libro si compone di tre racconti brevi (53 - 37 - 36, rispettivamente le pagine di ogni storia) che trattano argomenti molto diversi gli uni dagli altri, ma allo stesso tempo hanno uno sfondo comune (la terra di Romagna) e il sentimento che fanno nascere leggendoli, la paura.


La notte dell'Orrore a Casàz è il primo racconto e narra di un giornalista che vuole scrivere la storia di una tradizione che va avanti da oltre un secolo, cosa che nessun'altro prima di lui aveva mai fatto.
Casàz ha una tradizione molto antica, che solo gli abitanti del luogo conoscono: si riunisco una sera d'estate a raccontarsi storie di paura, reali o meno. Ed è questo l'evento che Samuele, il protagonista vuole raccontare. C'è però un'eventualità che non aveva calcolato, che nemmeno gli era passata per il cervello. Riuscirà a scrivere il suo articolo? L'orrore che i suoi occhi vedranno riusciranno a tenerlo in vita? 


"Così la fantasia si adoperava a ricostruire nella mente ciò che gli occhi 
non potevano vedere, e lavorava con tale perizia che quel che ricreava 
ci procurava quasi maggiore angoscia della visione 
dei fatti veri e propri."

Il vampiro della Ca' Vècia è il secondo racconto e già dal titolo sappiamo esattamente con chi abbiamo a che fare, un essere che si nutre del sangue delle persone, che le porta alla morte. Quando si sa con chi si ha a che fare ci si può proteggere, ma quando il male è la persona più insospettabile, quella a cui vuoi più bene, come ti comporti? Questa storia tratta proprio di questo, di famiglia, di amore e di morte.
"Quando l'uomo ha paura, si immobilizza e si acquatta 
nel luogo più sicuro che conosce: casa propria. 
Ma quando un uomo teme qualcosa che abita la sua stessa dimora, 
sente che è inutile nascondersi perché nulla lo può salvare."

Caccia all'Uomo Nero, invece, è l'ultimo racconto e narra, in una versione diversa e tutta romagnola, la storia dell'Uomo Nero o Boogeyman, che dir si voglia. Tutti conosciamo la famosa ninna nanna che tira in ballo questa figura: "Ninna nanna, ninna oh, questo bimbo a chi lo do, lo darò all'Uomo Nero che lo tiene un anno intero". Ebbene anche in questa versione di Martino Savorani, l'Uomo Nero è una figura che prende i bambini e li porta via dalle loro famiglie, ma non per un anno soltanto, bensì per sempre. Quando si tratta dei bambini degli altri siamo tutti dispiaciuti, ma quando si tratta dei propri la storia prende una piega diversa ed è questa quella che l'autore ha voluto raccontare. La storia di tre padri che vogliono indietro i loro bambini e che esigono vendetta, ma che non hanno fatto i conti con la figura che potrebbero ritrovarsi davanti. 
"Leo pensò che tutto il loro agire poggiava sull'assunto 
che anche il male poteva commettere un errore. Ed essere sconfitto."

L'autore, che ho avuto il piacere di conoscere di persona, ha un modo di parlare e descrivere le scene molto veloce e allo stesso tempo preciso e dettagliato, così che la lettura non risulti pesante, anzi, il suo stile di scrittura è molto scorrevole e, nonostante a volte ricorrano parole ricercate, non ci si sente affatto fuori luogo. 
Io che abito queste campagne so per certo che Martino è riuscito a fare un ottimo lavoro descrivendo la desolazione e il senso di "suspance" che questi luoghi trasmettono, soprattutto di notte. Perchè per quanto possa sembrare banale da dire, se io dovessi usare una citazione famosa per descrivere questo libro quoterei le parole di Terry Pratchett: "La luce crede di viaggiare più veloce di ogni altra cosa, ma si sbaglia. Per quanto veloce viaggi, la luce scopre che l'oscurità arriva sempre prima, ed è lì che l'aspetta."

Io ho apprezzato particolarmente il libro, forse perchè conosco questi luoghi (per quanto immaginarie siano le località nominate), ma non ho alcun dubbio che chiunque può leggere questo romanzo e apprezzarlo a pieno, che siate o meno amanti del genere horror. 
Non darò cinque stelline al libro per due motivi: il primo è che a volte ho trovato che avrebbe potuto tagliare delle parti che a mio parere erano fini a sè stesse e non alla storia horror in sè; il secondo motivo riguarda il primo racconto: per quanto mi sia piaciuta la storia ho trovato alcuni punti troppo macchinati e alcuni comportamenti dei personaggi che non condivido affatto o assurdi, ma che si collocano perfettamente all'interno del genere che l'autore è andato a descrivere (ad esempio nei film c'è la classica ragazza che sentendo dei rumori in cantina scende a vedere cosa succede invece di rinchiudersi in una stanza al sicuro).
Voto: 4 stelline --  su 5
--


Charlie.

2 commenti:

  1. Io amo immensamente il genere horror, e l'idea dello scrittore di racchiudere tre storie in un libro è affascinante :) Il racconto che preferisco è Il vampiro della Ca' Vècia, non so, sono sempre stata appassionata del mondo dei vampiri, e il fatto che ci sia dentro anche una specie di amore mi piace moltissimo.

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    1. Forse nella recensione non l'ho scritto, ma è la storia che più ho apprezzato delle tre, seguita da "Caccia all'Uomo Nero". In fondo entrambe parlano di amore.

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